Luglio è appena iniziato e il termometro ha già superato i 35 gradi in buona parte del Lazio. Chi lavora in cantiere o nei campi lo sa bene: certe mattine si parte già sudati. E le ore centrali della giornata, tra il sole a picco e l’umidità, diventano davvero difficili da reggere.
Non è solo una questione di disagio. Il caldo estremo durante il lavoro fisico può fare danni seri e spesso chi è sotto pressione per consegnare un lavoro o rispettare una tabella di marcia tende a sottovalutarlo. Per questo la Regione Lazio ha rinnovato anche quest’anno il Piano Anti Caldo, con un’ordinanza firmata dal presidente Francesco Rocca che stabilisce regole precise per i settori più esposti.
Vediamo insieme cosa prevede, chi riguarda e cosa cambia nella pratica quotidiana.
Cos'è il Piano Anti Caldo e perché esiste
Non è una novità assoluta: la Regione Lazio interviene sul tema caldo-lavoro ormai da qualche anno. Ma ogni estate la misura si rende necessaria, perché i numeri parlano chiaro: colpi di calore, svenimenti, episodi di disidratazione acuta nei cantieri e nei campi sono più frequenti di quanto si pensi.
L’ordinanza firmata dal presidente Rocca è valida su tutto il territorio regionale fino al 15 settembre 2026 e fissa un limite preciso alle attività in queste condizioni.
Il divieto: quando si ferma il lavoro
La regola di base è questa: dalle 12:30 alle 16:00 è vietato lavorare esposti al sole in modo prolungato, ma non ogni giorno – solo quando il rischio è classificato come alto.
Come si sa se quel giorno rientra nel divieto? Bisogna controllare il portale www.worklimate.it, che aggiorna quotidianamente le mappe di rischio da calore. La sezione da guardare è quella relativa ai lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, alle ore 12:00. Se la mappa segna livello ALTO, le attività outdoor nella fascia protetta vanno sospese.
Chi è coinvolto
L’ordinanza riguarda chi lavora in:
– Agricoltura e florovivaismo, per le attività all’aperto sotto il sole diretto
– Cantieri edili e affini, costruzione, ristrutturazione, manutenzione
– Cave e aree esterne collegate
– Logistica di piazzale, movimentazione merci all’esterno
– Consegne in ambito urbano con bici o moto (corrieri, rider)
Worklimate: come funziona e come usarlo
Chi non lo conosce ancora, vale la pena esplorarlo. Il portale è uno strumento sviluppato per valutare il rischio da calore in ambiente di lavoro outdoor. Tiene conto di temperatura, umidità, irraggiamento solare e tipo di attività fisica svolta.
Per i settori coinvolti dall’ordinanza, la mappa da consultare è quella dei lavoratori esposti al sole con attività fisica alta, riferita alle ore 12:00. Quando il colore sulla mappa è quello del livello ALTO, il divieto entra in vigore e non c’ è margine di interpretazione.
Le FAQ di Salute Lazio
La Regione ha confermato la validità delle FAQ pubblicate nel 2025 sul portale www.salutelazio.it, che restano il riferimento pratico per capire come applicare le misure. Sono utili soprattutto per rispondere a domande concrete: cosa fare se un lavoratore accusa un malore, come riorganizzare i turni, come gestire la documentazione aziendale in caso di controllo.
Se non le avete ancora lette, è il momento giusto per farlo prima che arrivi il picco estivo.
Un messaggio diretto a chi questo articolo riguarda davvero
Ai datori di lavoro: sappiamo che in estate i cantieri hanno le loro scadenze e fermarsi nelle ore più calde può sembrare un problema logistico. Ma un lavoratore che si sente male su un ponteggio o in un campo è un problema molto più grande. Controllate Worklimate ogni mattina, organizzate i turni di conseguenza e aggiornatevi su cosa dice il DVR. Non aspettate che succeda qualcosa per prendere sul serio questa cosa.
Ai lavoratori: avete il diritto di lavorare in sicurezza, anche d’estate, anche quando fa caldo e il lavoro preme. Se la mappa segna rosso e vi viene chiesto di continuare lo stesso, non è una questione di buona volontà è una violazione dell’ordinanza. Bevete spesso, cercate l’ombra ogni volta che potete, e imparate a riconoscere i primi segnali del calore: stanchezza improvvisa, capogiri, mal di testa. Fermarsi in tempo non è debolezza, è buon senso.




